L’Europa ha recentemente assistito al referndum britannico denominato Brexit che ha visto i cittadini inglesi siglare la loro volontà di uscire dall’ Eurozona, slegandosi da tutto ciò che riguarda l’ Unione Europea. Le conseguenze di questa uscita a detta di molti avranno ripercussioni sia sui mercati del vecchio continente ma anche su quelli britannici, che però sarebbero nulla se paragonati ad un eventuale uscita di Francia ed Italia, od altri paesi che hanno aderito alla moneta unica.

Va premesso, ad onor di cronaca, che attualmente è impossibile prevedere con stime concrete i reali danni che l’eventuale uscita dall’ Euro provocherebbe alle economie mondiali, poiché le variabili di cui tener conto sono troppe, ma stando ad alcuni analisti politici ed economici la ripercussione maggiore la si avrebbe proprio sulla forza della moneta che finirebbe per sgretolarsi letteralmente portando l’ Europa a vivere la più grande crisi finanziaria mai vista a memoria d’uomo. Si parla di crisi bancarie in tutta Europa che creerebbero un’ instabilità tale che il blocco europeo finirebbe per sfaldarsi.

Abbiamo citato Francia ed Italia non a caso, essi sono infatti i paesi con l’attività anti-europeista più elevata portata avanti dal Movimento 5 Stelle per quanto riguarda il nostro Paese e dal Front National di Marine Le Pen, candidata alle elezioni presidenziali francesi. Alcune stime valutano il costo di un’ eventuale Italexit in oltre 71 miliardi solo per effetto della ridenominazione dei titoli di stato (senza considerare una lunga serie di altri costi, fra cui i 357 miliardi da rimborsare alla BCE).

Pur trattandosi di ipotesi, è fondamentale che i cittadini sappiano quali sono i rischi a cui la separazione dall’ Europa ci porterebbe, così da poter decidere in piena coscienza durante un possibile futuro referendum fotocopia di quello britannico.

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